lunedì 21 giugno 2010

Relazione Revisione VIA

REVISIONE DEL PARERE STUDIO DI IMPATTO AMBIENTALE REGIONE LIGURIA G.G.R. N. 1051 DEL 21/09/01 PER L’INSTALLAZIONE DI UN PONTILE GALLEGGIANTE DEL CONDOMINIO VILLA SAN GIOVANNI – ISOLA PALMARIA PORTOVENERE ( SP )


1. Premessa

I lavori di riqualificazione ambientale dal Terrizzo e Beffettuccio ( progetto approvato di Comune e Regione ) ed ai quali fanno riferimento anche i richiedenti la VIA, sono definiti di “interesse pubblico” e quindi prevedono espropri dei terreni privati sui quali andavano effettuati.

Per arrivare ad espropri con “accordi bonari” la delibera nr. 17 del 17/4/2009 per quanto attiene la proprietà del Condominio Villa San Giovanni e dell’Immobiliare Villa San Giovanni prevedeva un parere positivo all’allungamento del pontile ed al trasferimento dei volumi delle tettoie della Villa stessa rimandando comunque l’attuazione di tale accordo ( per ora solo di occupazione dei terreni da espropriare ) alle regolari autorizzazioni quali modifica del PUC e nello specifico richiesta VIA.

Tale concetto era ribadito dagli AVV. MAUCERI ( Comune ) e AVV: SOMMARIVA (Regione ) in sede di discussione del ricorso al TAR presentato da una Associazione ambientalista ( VAS ).

A parte la considerazione che tale “scambio” per valore delle concessioni presente a nostro avviso aspetti discriminanti e censurabili, sotto l’aspetto amministrativo e nel merito sono in corso accertamenti riguardo la “legittimità” degli “scambi” stessi, tutte le delibere non entrano nel merito della valutazione della compatibilità ambientale degli interventi.


2. Importanza storica del molo

Si allega breve nota storica fotografica del molo esistente con fotografie e riproduzioni che ne descrivono l’evoluzione nel tempo.




Anche dal punto di vista storico l’allungamento dell’attuale pontile in pietra con un pontile sia pur galleggiante in legno ( e plastica ) snatura completamente il valore architettonico dell’insieme e con l’approdo di barche sino a 10 metri toglie completamente la visuale del complesso Villa San Giovanni.


3. Nel merito:

- la delibera Regionale nr. 1051 del 21/09/2001 avente per oggetto “procedura di Via Regionale “sistemazione di un pontile galleggiante all’Isola Palmaria” negava la compatibilità ambientale dell’opera per tre seguenti principali motivi:

A) vicinanza con la limitrofa mitilaria
B) interdizione di uno specchio d’acqua per ragioni di sicurezza e salute
C)
uso balneare del breve litorale interessato al progetto



Punto (A) non risulta nessun spostamento delle mitilaie rispetto alla situazione del 2001.

Si allega visure aeree satellitari della situazione attuale.


Da misurazioni effettuate risulterebbe che la distanza fra la testa del nuovo pontile e la mitilaia più vicina sia di 50 metri circa che si ridurebbe a 40 metri considerando uno stazionamento di una barca di 10 metri. La situazione non risulterebbe pertanto sostanzialmente modificata rispetto ai rilievi del 2001 che hanno motivato la non concessione della VIA.

Punto (B) non risultano assolutamente modificate le condizioni che hanno determinato la negatività nel 2001 alla compatibilità ambientale. Anzi la situazione è peggiorata con attracco di barche sino alla lunghezza di 10 metri e con allargamento della zona interessata dagli attuali 191 mq ai 335mq richiesti.

Punto (C) il progetto di recupero paesaggistico citato e in corso di realizzazione è definito “opera pubblica” e prevede tra l’altro il completo utilizzo alla balneazione degli arenili a fianco del molo esistente.
Si richiama la fotografia satellitare già allegata dalla quale si evince chiaramente il possibile utilizzo a “spiaggia” degli arenili laterali al pontile esistenti e l’elaborato ( tav. 2a ) del sopracitato progetto che prevede lo spostamento del camminamento sulla battigia nella retrostante area ( di proprietà del Condominio San Giovanni e fino ad allora interessata da un pregevole canneto ) per il recupero totale alla balneazione dell’arenile.



La balneazione con l’allungamento del pontile ed il transito di barche sino a 10 metri risulterebbe assolutamente compromessa vanificando il progetto di recupero ambientale in atto ed in particolare la sua valenza di “opera pubblica”.


4. Considerazioni sulla “necessità” di utilizzo di un nuovo pontile per il “Condominio Villa San Giovanni”

Le unità immobiliari facenti parte del Condominio risultano attualmente essere 9. L’ultimo frazionamento è avvenuto nel 1984. In pratica la Villa è passata nel tempo da unità immobiliare monofamiliare o bifamiliare ad unità multifamiliare.

Si deve notare che gli attuali proprietari fanno parte di nr. 4 “famiglie” imparentate fra loro con i relativi successivi frazionamenti ( ROSSI – BECONCINI – AMBROSI – CIAVOLINO ).
La concessione demaniale ancora in atto e rinnovata a detta dei richiedenti nel 2007 prevede l’ormeggio all’attuale pontile di nr. 3 barche da 6 metri e nr. 3 da 4,5 metri.

Vista la situazione “immobiliare” ( anche attuale ) non si ravvisa assolutamente la necessità anche per ragioni di sicurezza di ampliare il pontile. Anche perché se un condomino acquista una “barca” da 20 metri bisognerebbe forse adeguare il pontile a tale necessità?

Per le ragioni sopra esposte si richiede pertanto di confermare il parere negativo già espresso da codesto ufficio nel 2001 anche perché esistono valide soluzioni alternative che di seguito elenchiamo:

- con la realizzazione del nuovo progetto di “riqualificazione ambientale” viene reso facilmente agibile un sentiero / strada ( larghezza media 2,2 metri ) che collega il Terrizzo con il SECCO passando davanti a Villa San Giovanni
- vengono altresì previsti tre radicamenti sotto la LOCANDA LORENA ( allegto nr. 9) per pontili di ormeggio barche per ( a detta dello stesso Sindaco di Portovenere) abitanti dell’ISOLA PALMARIA
- è prevista anche la “riqualificazione futura del pontile del SECCO.

Alla luce di quanto sopra si può notare che l’approdo delle barche dei condomini della Villa San Giovanni può essere in parte spostato e concesso nei pontili realizzandi sotto la LOCANDA LORENA e sul pontile del SECCO ( distanza massima 70 metri ).

Tale soluzione lascerebbe usufruibile per la balneazione l’unico tratto lasciato “libero” in tal senso e cioè proprio gli arenili adiacenti l’attuale pontile senza modificazione di un sito di grande valore storico – architettonico.

Ultima osservazione: dalla fotografia satellitare adiacenti al pontile risultano colture di POSEIDONIA e di MATTEMORTE sempre di POSEIDONIA.

martedì 15 giugno 2010

Gli accordi privati per realizzare il pontile di Villa S.Giovanni





Pubblichiamo le ultime fotografie dei lavori alla PALMARIA.
Anche per chi non vuol vedere si evidenzia ormai la caratteristica di “strada” e non di “sentiero” del percorso TERRIZZO – BEFFETTUCCIO. Ci informano che i primi mezzi su gomma sono già passati sul primo tratto.

A chi serve questa “strada” che non ha certo valenza pubblica lo saprete presto in quanto seguiamo ora gli “interventi privati” oggetto di accordi ( secondo noi non validi) e connessi con il progetto ( Ricordiamo che se dovesse “saltare” la valenza “pubblica” dell’intera opera i relativi finanziamenti verrebbero messi in discussione).

Iniziamo:

- pubblichiamo parte del progetto di allungamento del pontile presentato dal Condominio Villa San Giovanni in Regione per la revisione del parere negativo (VIA) sullo stesso già espresso dalla Regione Liguria nel 2001. ( che pubblichiamo )


clicca sull'immagine per leggere il testo




- WWF, ITALIA NOSTRA ed il Nostro COMITATO hanno presentato in Regione in questi giorni la memoria contro un eventuale parere positivo alla VIA .
Risulta evidente dalla semplice lettura dei documenti che i motivi che hanno generato il parere negativo nel 2001 sono confermati e per alcuni aspetti esaltati:

- si fa una “strada” con distruzione del canneto esistente per rendere “balneabile” a tutti la spiaggia che ora con passaggio di barche sino a 10 metri sarebbe di fatto resa inagibile alla balneazione ( prevale il “pubblico od il “PRIVATO” giudicate voi! ).

- si chiede l’ampliamento di una licenza del ’97 che consentiva già l’attracco di nr. 6 imbarcazioni con installazione di un pontile mobile per barche sino ai 10 metri. I condomini di Villa San Giovanni sono sempre gli stessi. Hanno cambiato barca? Alla prossima “barca” da 20 metri.!


Ma oggi rispetto al 2001 c’è lo scambio o “accordo bonario” per gli espropri dei terreni ( per ora solo concessione d’occupazione temporanea ). Vediamo come finisce anche questo ulteriore “tassello”.

E se gli accordi con i “privati” saltassero non per volontà delle parti ma perché in contrasto con leggi e normative al di sopra delle parti stesse?



Alle prossime puntate che riguarderanno:

* il “porticciolo” di fatto privato sotto la LOCANDA LORENA*
* l’ampliamento dello stabilimento il GABBIANO
* il trasferimento volumi tettoie Immobiliare San Giovanni
* la proprietà MANESCHI al CARLO ALBERTO



Recentemente il Sindaco di Portovenere per giustificare il non aver richiesto la VIA (necessaria per qualsiasi modifica alle linee di costa ) ha affermato che trattasi di “manutenzione straordinaria di un sentiero esistente”.
Sfidiamo chiunque a dimostrare ( le fotografie le abbiamo già pubblicate ) che, a solo titolo di esempio, esisteva un “sentiero” ( largo ora 2,20 metri ) che collegava lato mare il TERRIZZO con la LOCANDA LORENA ( ed il futuro porticciolo privato ) e che le opere effettuate non siano “modifica alle linee di costa”.

martedì 1 giugno 2010

4 GIUGNO - CONFERENZA STAMPA AL CAMEC

VENERDI 4 GIUGNO ALLE ORE 17 AL CAMEC:

WWF, ITALIA NOSTRA, COMITATO PER LA SALVAGUARDIA DELLA PALMARIA e COMITATI SPEZZINI
TERRANNO UNA CONFERENZA STAMPA SU:

* STATO DEI LAVORI

* RICORSO ED OPPOSIZIONI SU INTERVENTI PUBBLICI/PRIVATI

CHI VUOL ESSERE INFORMATO OD INFORMARE E’ INVITATO AD INTERVENIRE.

martedì 11 maggio 2010

Risposta ad Enrico Schiffini

Rispondiamo con molto e voluto ritardo alla lettera piuttosto stizzosa del Dott. SCHIFFINI al Dott. PREVE, lettera che sembra chiamare in causa anche noi.
Il Comitato per la salvaguardia dell’Isola Palmaria composto secondo il dott. SCHIFFINI “da ambientalisti frustati” “con tanto tempo da perdere” “con interessi personali” e da “pensionati di professione” è purtroppo, composto da gente comune che prima di parlare s’informa. E ci dispiace che tale prassi non sia propria di un professionista/imprenditore quale è e dice di essere il Dott. SCHIFFINI.
Siamo anche convinti che più delle grandi guerre che alla fine non si sa bene chi abbia vinto o perso, ma che danno notorietà mediatica e magari qualche poltrona, siano importanti quelle che il Dott. SCHIFFINI definisce meschine battaglie, contro tanti piccoli e mascherati interventi che nascondono, questi si, ben precisi interessi privati e che devastano inesorabilmente il territorio. Come è per l’appunto il caso della PALMARIA.
D’altra parte se il Dott. SCHIFFINI con tutti i suoi mezzi personali e nel giro di due o tre anni di costante promozione ha raccolto 6000 voti dovrebbe rispettare chi senza mezzi ed in due mesi ha raccolto più di 1000 adesioni (e ci siamo fermati per non frustrare altre persone). Informiamo pertanto il Dott. SCHIFFINI, che non ha senz’altro il tempo di seguire il nostro blog sull’argomento.

1) il TAR (ma il Dott. SCHIFFINI dice di non ricordare bene), ha semplicemente deliberato la non “ricevibilità” del ricorso per scadenza dei termini. È pendente un ricorso al Consiglio di Stato. Ma forse il progetto a suo tempo era a conoscenza completa di pochi “intimi”.
A proposito sempre a suo tempo (2008) il Dott. SCHIFFINI e la sua lista ambientalista erano stati informati del progetto e lo conoscevano (anzi meglio lo conoscono) o lo conosceva come i documenti dimostrano solamente il Dott. Rapallini amministratore del Condominio di Villa San Giovanni ed assessore provinciale della suddetta lista e con palesi interessi in loco?

2) Sempre secondo noi il progetto prelude ad una vera e propria “urbanizzazione” a vantaggio di pochi di tutta la costa dal Terrizzo al Beffettuccio e non è piccola cosa.
Se un “sentiero” ha una larghezza di 2,5 / 3 metri per noi è una strada e se sempre sotto il “sentiero” passano tubazioni dell’acqua, gas, elettricità e fognatura per noi è una “urbanizzazione” fatta però anche con i soldi nostri visto che l’opera è stata sbandierata e definita “di interesse pubblico”!

3) Se poi per poter espropriare “con bonari accordi” i terreni su cui passa la “strada” si fanno concessioni che inequivocabilmente favoriscono alcuni privati ed altri no e se tra i primi c’è anche un suo consigliere provinciale bè, sempre sull’utilità pubblica ed ambientalistica dell’opera qualche dubbio può venire.
Scambiare 150 mq di tettoia (condonata?) con 150 + 50 mq di costruzione adibita a struttura ricettiva ed allungare un pontile per barche da 10 metri, non ci sembra un cattivo affare.

4) Immagini dott. SCHIFFINI una bella strada che dal Terrizzo ( e quindi da tutte le proprietà militari che si dicono in prossima vendita ) porta al Beffettuccio, disseminata di agriturismi (sono già sorte 16 aziende agricole in PALMARIA con accordo di aumento del 20% dei volumi esistenti) affittacamere, ristoranti (segua la sorte del rudere sotto la ex cava) stabilmento balneare (accordo stipulato per “pedana” di circa 500 mq più cabine), porticcioli ecc. e tutto ciò in sito UNESCO-SIC-PARCO REGIONALE. Ma forse per Lei è “riqualificazione ambientale”.

A proposito di “strada” ma non è Lei che recentemente ha fatto e vinto (nei termini ovviamente) il ricorso al TAR per bloccare in quel di Lerici una “strada” che correva questa volta a fianco della sua proprietà e che deturpava un sito di pregio ambientale? Un po’ come dire la nave nel giardino …… degli altri.

S’informi, si informi Dott. SCHIFFINI e ci segua, abbiamo tutti un nome e cognome che esclude qualsiasi interesse personale nella vicenda, persone tutte che però non intendono essere prese in giro da chi interessi invece ne ha diretti ed indiretti e che forse ambientalisti lo sono e non lo diventano.
Dobbiamo tornare a perdere un po’ di tempo, abbiamo lavorato anche troppo per oggi, cordiali saluti Dott. SCHIFFINI.


Lettera di Enrico Schiffini tratta dal Blog: TRENETTE MATTONI di Marco Preve

in una Sua e-mail di risposta a Davide Rapallini, a me pervenuta per il solito giro di e-mail, Lei fa cenno alla Lista Schiffini in relazione al progetto di riqualificazione della costa della Palmaria di fronte a Portovenere.
Noi non siamo intervenuti su questo tormentone che ci affligge da mesi perché abbiamo deciso di lasciare a chi ha tempo in esubero di occuparsi di questa questione, che noi non riteniamo certo prioritaria rispetto alle grandi emergenze che interessano il nostro golfo.
Qui non sono in gioco le sorti del nostro golfo, sono invece in gioco piccoli interessi di privati, un combinato disposto di invidie e piccole e grandi ripicche di paese fatte passare come grandi questioni ambientali.
Che la costa della Palmaria di fronte a Portovenere abbia bisogno di un riordino e di una riqualificazione è sotto gli occhi di tutti. Sfido chiunque ad affermare il contrario.
Il progetto di riqualificazione può piacere o non piacere ma mi pare che quanto previsto non stravolga il carattere naturale dell’isola. Una volta stabilito che è necessario un intervento, si dovrebbe discutere in merito al progetto stesso con il Comune di Portovenere, il cui Sindaco anche ultimamente si è mostrato disponibile ad un tavolo di confronto. Dire semplicemente no a qualsiasi intervento è troppo facile e, soprattutto, significa fornire un alibi a chi vorrebbe ben altre cementificazioni.
Come Lei sicuramente sa, in merito ai lavori in Palmaria sono stati presentati vari ricorsi al TAR Liguria e ben tre volte il TAR ha rigettato le istanze di sospensiva (lavori). Come se non bastasse, è venuto in queste circostanze alla luce che uno dei ricorrenti avrebbe addirittura costruito in area demaniale … (ma questo agli ambientalisti de quo poco interessa !!). A ruota di questo ricorrente un’associazione ambientalista ha fatto a sua volta ricorso (a sostegno ?) e ritengo che la circostanza non sia casuale. Ricorso poi, se non erro, ritenuto improcedibile o inammissibile, non ricordo bene.
Un’associazione ambientalista non dovrebbe mai, né direttamente né indirettamente sostenere interessi di privati. Noi per lo meno ci comportiamo così.
Mi pare che quanto sopra esposto rappresenti da solo un motivo sufficiente per non entrare in questo ginepraio, anche al fine di non essere strumentalizzati da chi ha evidenti interessi personali.
Mi piace ricordarLe che il nostro Comitato e la nostra Lista non godono né di sovvenzioni pubbliche né di contributi dei loro associati. Ricorsi giudiziari, campagne elettorali, attività organizzative ecc., il tutto è stato finanziato quasi interamente con i miei mezzi personali. Non rispondo a lobby né a partiti politici, né a chicchessia.
Sfido chiunque a trovare il pur minimo conflitto di interessi in quello che faccio. Sfido chiunque a dimostrare se a seguito della mia azione ho ricevuto il pur minimo vantaggio personale, economico, diretto od indiretto per me o per i miei compagni di avventure.
Sono pertanto libero di giudicare senza condizionamenti se e quando intervenire su questioni e se giudicarle importanti o meno per il perseguimento dei fini del mio movimento.
Le assicuro che per me, che non faccio di mestiere il pensionato, questo impegno mi è costato e mi costa sotto molti aspetti.
La sola cosa che mi gratifica è di aver vinto alcune battaglie fondamentali, quali quella contro i dragaggi selvaggi imponendo la bonifica per tutto il golfo.
Devo altresì rilevare che chi si agita molto per la Palmaria non si agita altrettanto per una questione estremamente più importante e che riguarda il raddoppio del rigassificatore di Panigaglia. Il nostro impegno per evitare il raddoppio di questo impianto ha avuto risultato palese, ha portato anche i Comuni di La Spezia, Portovenere e Lerici e la Regione Liguria a dire no al raddoppio. E sappiamo tutti che l’intesa della Regione Liguria è condizione sine qua non.
Il peso della nostra forza politica (la nostra Lista ha ottenuto a La Spezia quasi l’8% dei voti) è stato determinante perché la Regione Liguria esprimesse il suo no.
Per quanto riguarda la posizione dell’Avv. Davide Rapallini sulla questione Palmaria voglio farLe presente che lo stesso già molti mesi or sono aveva rassegnato a mie mani le sue dimissioni da Consigliere Provinciale, proprio paventando strumentalizzazioni che potessero danneggiare la nostra Lista. Le ho respinte e con fatica l’ho convinto a ritirarle. Ho agito così perché sicuro che le sue posizioni nella “querelle Palmaria” non avrebbero minimamente interferito con il suo ruolo di esponente eletto nella nostra Lista.
Conosco bene l’Avv. Rapallini, ha la mia piena fiducia e sono convinto che lo stesso sappia ben distinguere e dividere interessi personali da quelli della Lista che rappresenta.
Credo, caro Dr. Preve, che al di là delle parole, dei comunicati e delle noiosissime diatribe da parte di ambientalisti frustrati e con tanto tempo da perdere contino i fatti per qualificare persone e movimenti politici.
Forse ad alcuni dà fastidio la nostra libertà d’azione senza condizionamenti politici, il nostro non dover niente a nessuno se non gratitudine per chi ci ha votato e continua a darci il suo segno morale. D’altronde, di questi tempi Lei crede sia poco ?

domenica 11 aprile 2010

Dal Blog "Trenette e Mattoni" di Marco Preve


Riportiamo sul nostro “blog” quanto recentemente appreso sul Blog "Trenette e Mattoni" (http://preve.blogautore.repubblica.it/) di Marco Preve nella sezione dedicata al progetto Kipar sulla Palmaria .
Molto significativi i “toni” e gli “atteggiamenti”.
Cominciamo però ad analizzare la risposta di Davide Rapallini del 10 Aprile ore 10.49:

1) I residenti effettivi e di comodo nell’isola ( ci risultano circa 35 ) secondo noi sono ancora “soggetti privati”. Se il comune vuol costruire dei pontili per loro lo faccia ma con soldi non di tutti noi ( opera pubblica ! ) e con i relativi permessi.

2) Noi sosteniamo e ne abbiamo le prove che non è mai esistito un sentiero dal Terrizzo sino alla Locanda Lorena e che pertanto come da fotografie pubblicate con la creazione della nuova scogliera e della nuova “strada” (modifica delle linee di costa ) in questo tratto era necessaria la VIA. Su tale argomento è stato presentato un esposto alla Procura della Repubblica.

3) Non abbiamo mai sostenuto che le “tettoie” di Villa S. Giovanni fossero annessi “storici”. Abbiamo sostenuto al contrario che esiste uno “scambio” collegato con gli espropri dei terreni necessari per far passare la strada con la demolizione delle “tettoie” ( valore 1 ) e la costruzione di un nuovo fabbricato in zona per ora non edificabile ( occorrerà una variante al PUC ) di pari superficie ( 150 + 50 mq di vani tecnici, valore 100, provate a pensare a quanto si vendono a metro quadrato le abitazioni alla Palmaria ). E questo “scambio” ci pare anomalo anche perché proprio richiesto dall’Amministratore del Condominio Villa S. Giovanni: Davide Rapallini consigliere provinciale ambientalista ( vedi Deliberazione del Consiglio Provinciale nr. 54 del 11/6/2008 ) e discriminante rispetto ad altri espropri (due pesi / prezzi e due misure ). Forse come “ambientalista” era sufficiente rimuovere le “superfettazioni“ ( condonate ? ) e basta o no?

4) Invitiamo a vedere le fotografie di Punta Beffettuccio prima, dopo e di 50 anni fa. Dove viene sistemata la massicciata non esiste erosione e poiché il sentiero “strada” è stato spostato all’interno la massicciata è completamente inutile. A cosa serve quindi effettivamente? Forse a proteggere un terreno privato dove per caso si pensano futuri insediamenti turistici ( ovviamente )

5) Che sia “ridicolo” pensare che un “sentiero” con larghezza superiore a mt. 2,5 sia una strada lo lasciamo giudicare a tutti coloro che ci leggono. Se poi sotto il “sentiero” / “strada” passeranno come dichiarato dal Sindaco Nardini, luce, gas, e fognatura anche in zone dove non esistono ( ancora ) costruzioni non è certo “ridicolo” pensare ad una “urbanizzazione” futura.
Che in Palmaria siano tutti ( 35 persone residenti o contiamo anche i proprietari di seconde case? ) favorevoli al progetto non ci stupisce affatto, che mille firmatari siano stati “disinformati” anche, anzi sono stati volutamente disinformati in quanto il progetto di cui si parla a suo tempo è stato illustrato a pochi “intimi” e posto per il tempo dovuto all’Albo Pretorio a fine 2008 e solo nel settembre 2009 scaduti i termini di presentazione di possibili ricorsi, nel dettaglio illustrato.

Per quanto riguarda l’intervento piuttosto “nervoso” del Dott. SCHIFFINI rimandiamo ad altra nostra documentata risposta che seguirà.

Comitato per la Salvaguardia dell’Isola Palmaria

Avevo proposto, qualche mese fa, una “gita” alla Palmaria in modo da poterci rendere conto di persona che cosa stesse accadendo. Lei, sig. Preve, mi rispose che l’idea era buona ma , giustamente, occorreva attendere tempi migliori dal punto di vista climatico. Ecco , penso che il momento di una verifica sul posto sia giunto: io sono stata alla Palmaria durante le vacanze pasquali e quello che ho visto mi ha lasciata a dir poco sgomenta, oltre che addolorata. Al posto dell’ex sentiero una “strada” ( e come chiamare altrimenti due metri e venti di larghezza?), interventi che hanno stravolto un tratto di costa naturale e selvaggia,una quantità incredibile di massi di cui non si capisce la funzione,una strada lungo la battigia,per non parlare di piante e arbusti che non ci sono più…. Mi creda, occorre andare sul posto per rendersi conto che la realtà è peggiore di quello che si vede dalle foto o si intravede da Portovenere; io sono tra le mille persone che hanno firmato la petizione e non accetto di essere classificata come disinformata proprio da chi, come lei giustamente ha fatto notare, è tra coloro che possono avere un interesse personale da questi costosissimi lavori di “manutenzione”. Quello che si vede lascia poco spazio ai dubbi sul futuro dell’isola e non credo affatto di essere una visionaria , ma, come altre 999 persone temo la graduale trasformazione della Palmaria in una sorta di piccola Ibiza ligure: alberghi, discoteche, strade, residence , porticcioli etc etc: a qualcuno potrà fare piacere ma non a tutti , per fortuna.Comunque invito ad andare sul luogo per vedere con i propri occhi la trasformazione che, giorno dopo giorno ma inesorabilmente sta avvenendo in un sito protetto(sig!) dall’Unesco.(se organizzate questa “gita d’istruzione” il blog ne darà senz’altro notizia anche in fase di organizzazione, e farò di tutto per esserci personalmente, mp)

Davide Rapallini scrive: 11 aprile 2010 alle 18:35

Caro Preve,il Suo intervento rende doverose queste mie puntualizzazioni:1) che io abiti d’estate nella Villa San Giovanni di Palmaria, interessata dall’intervento di riqualificazione, non è un mistero per nessuno: l’ho dichiarato più volte pubblicamente, anche sul blog che ha dato lo spunto al suo “pezzo”. D’altra parte, se avessi voluto intervenire nascondendo la mia qualità di villeggiante in San Giovanni, mi sarei potuto firmare Pappolla o Desiderato, come fanno il 90 % di coloro che intervengono nel suo blog.2) Passiamo al secondo suo “ad hominem”, più debole del primo.Non esiste nessun conflitto d’interessi, dal momento che ho sempre mantenuto ben distinti il mio ruolo pubblico dai miei interessi privati: la sfido a dimostrare il contrario.Se la Lista Schiffini non ha dato il suo appoggio a questa campagna ambientalista non è stato davvero per la mia persona, ma perché evidentemente non la riteneva degna di attenzione. Visto che ha dichiarato di conoscere il Dott. Schiffini, sarebbe stato meglio si fosse informato in prima persona, invece di abbandonarsi ad offensive congetture.Infine, considerato che, evidentemente, Lei non è interessato ai fatti (complimenti per la svicolata sugli argomenti da me postati) ma ad altro tipo di argomenti, le svelo una chicca: sono cugino di Matteo Melley, Presidente della fondazione CARISPE.Buone congetture.Davide Rapallini(nessuna svicolata, ho precisato che ognuno può dire la sua, io poi non ho tutte le conoscenze per esprimere un parere definitivo e soprattutto faccio un altro mestiere, quello di cercare di fornire tutte le informazioni possibili. e tra queste ci sono interessi personali e parentele che spesso nelle cronache vengono dimenticate. ognuno poi trova offensivo quello che vuole, anche la verità, mp)


Marco Preve scrive: 11 aprile 2010 alle 10:55

Caro Rapallini, premesso che è giusto che ognuno possa manifestare i propri dubbi e le proprie convinzioni credo che sia non giusto ma doveroso che se qualcuno si esprime su una questione debba anzitutto chiarire che lui in quella questione ha degli interessi. Ad esempio lei ha dimenticato di ricordare che nel caso Palmaria ha un ruolo molto interessato essendo lei uno dei rappresentanti del condominio San Giovanni (se fosse un caso di omonimia voglia perdonare il mio errore). Aldilà di queste piccole – per lei – dimenticanze, quello che mi stupisce è che la Lista Schiffini di cui lei fa parte nulla abbia da dire su una serie di interventi e progetti urbanistici che stanno stravolgendo Portovenere. Ho conosciuto il dottor Schiffini e mi sembrava, all’epoca, persona priva di condizionamenti. Alcune di queste operazioni sono state avviate da poteri forti come ad esempio (http://preve.blogautore.repubblica.it/2009/09/17/i-trenta-mila-denari-della-snam-e-i-box-della-carispe/) la Carispe. Non vi interessano, non sono degni di nota, ci saranno mica altri conflitti di interesse? Infine su Palmaria. La portata degli interventi ( http://espresso.repubblica.it/dettaglio/caserma-vista-mare/2101552) e i dubbi espressi da importanti associazioni ambientaliste -loro mai entrate in politica – e da alcuni amministratori (vedi assesore Faggioni) legittimano a preoccuparsi circa eventuali trasformazioni che potrebbero in futuro sfigurare il volto e l’anima dell’isola. Come dice lei, qualcosa davvero non torna.


Davide Rapallini scrive: 10 aprile 2010 alle 10:49

Mille firme raccolte da persone che hanno visitato un Blog in cui sono pubblicate un sacco di “inesattezze” (ed uso un eufemismo). Ne vuoi conoscere qualcuna? 1) Sul blog si sostiene che i realizzandi pontili al Terrizzo sian privati FALSO sono i pontili comunali per i residenti sull’Isola 2) Sul blog si sostiene che dinanzi alla Locanda Lorena non esisteva un camminamento FALSO è proprio per la preesistenza del sentiero che non è stato necessario eseguire la VIA 3) Sul blog si può leggere che a San Giovanni si vogliono abbattere degli annessi storici della villa FALSO Sono superfetazioni dei primi del ‘900 4) Sul blog si sostiene che la zona di Punta Befettuccio non è interessata da fenomeni erosivi FALSO E’ sufficiente esaminare le foto realizzate sul terreno prima dell’intervento per rendersi conto della gravità del fenomeno 5) Sul blog si legge che in Palmaria si vuole realizzare una strada costiera per automezzi… Questa, più che falsa, è RIDICOLA.Naturalmente coloro che osano intervenire sul blog con pareri dissonanti dai “mille” vengono offesi: lestofanti, basisti di cementificatori, o più semplicemente poveri ingenui.Insomma, caro Preve, vorresti che le amministrazioni locali dessero retta a mille disinformati contro il parere dei loro amministrati (in Palmaria sono *tutti* favorevoli al progetto, fatta eccezione per i proprietari della Locanda Lorena).Qualcosa non torna, che ne dici?
Davide Rapallini

sabato 3 aprile 2010

Manutezione di un sentiero o realizzazione di una NUOVA STRADA?

Dopo la pausa elettorale che abbiamo rispettato per non incorrere in accuse di partigianeria riprendiamo ad informare chi vuole essere al corrente sui lavori alla PALMARIA.

Mentre il TAR si è pronunciato per decadenza dei termini concessi per la presentazione del ricorso risultano inviati alla Procura della Repubblica di La Spezia tre esposti: due di ITALIA NOSTRA ed uno di VAS. Vi informeremo degli sviluppi ed anche sul ricorso presentato al Consiglio di Stato da VAS e WWF relativo alla NON decisione TAR.

Intanto i lavori continuano e secondo noi oltre ad alcune significative ed illuminanti varianti al progetto iniziale, si delinea sempre più la configurazione di “strada” del percorsoe, specie se il percorso servirà per acqua, fognatura, ed elettricità di una “urbanizzazione” di fatto della costa fra il Terrizzo ed il Befettuccio.

Vedere attentamente le ultime immagini che riportiamo .




PUNTA SECCO

Alleghiamo la fotografia della zona prima dei lavori. Il “sentiero” non passava sul “secco” ma era interno.

Attualmente sono stati portati vedi fotografia allegata massi di protezione con anche in questo caso variazione della linea di costa.

I massi posati a protezione di che cosa sono stati posti? Di un nuovo stabilimento ( privato ) balneare che dovrà essere costruito?

Rileviamo anche in questo caso la non necessità della nuova massicciata in zona dove non esiste erosione ( se mai il contrario ) ed a protezione non certo dell’opera pubblica.

Allegati:
1) Fotografie antecedente ai lavori
2) Fotografia della nuova scogliera ( 20/03/2010 )



VILLA SAN GIOVANNI

Anche in questa zona il sentiero non esisteva, si passava sulla battigia pertanto non si può parlare di “manutenzione straordinaria” ma della creazione di una nuova “strada”.

Dalle foto allegate, si vede che non c’è erosione del mare ( seno protetto ).

Anche in questo caso è evidente la variazione delle linee di costa con tombamento di specchi d’acqua ( necessità delle VIA ).

Si rileva che il sentiero definito “pedonale” ha una larghezza superiore ai 2,20 metri e che le nuove scogliere a mare sembrano più a protezione di proprietà private ( vedi ancora contrasto con “opera pubblica” e come tale finanziata ).

Allegati:
1) Fotografie prima dei lavori
2) Fotografie in corso d’opera ( 20/03/2010 )








TERRIZZO / LOCANDA LORENA

Il sentiero dal Terrizzo alla scalinata Locanda Lorena non è mai esistito, neppure in tempi passati ( il muro era lambito dal mare e non presentava fenomeni erosivi).
Pertanto il progetto prevede un intervento per la creazione ( non manutenzione straordinaria ) di un nuovo percorso con scogliera antistante di protezione, scogliera nella quale sono previsti anche i radicamenti di nr. 3 pontili futuri.
È evidente l’innovazione con modifica delle linee di costa e necessità della VIA.

Da valutare la finalità “privata” dei radicamenti per pontili che saranno riservati a “privati”, finalità non in linea con la destinazione di “opera pubblica” ( vedi tipo di finanziamento ).

Inoltre come da foto allegate ( sotto LOCANDA LORENA ) la scogliera del camminamento previsto con passerella in legno di larghezza mt. 1,60 è ora già realizzata con larghezza 2,20 mt ( prevedibile passaggio di mezzi oltre a pedoni ).

Allegati:

1) Tavola 7b di progetto con dettaglio
2) Fotografia della zona prima dei lavori
3) Fotografia attuale situazione ( 20/03/2010 ) – larghezza passaggio mt. 2,20
4) Fotografia del materiale di riempimento ( pezzi di muri demoliti con calcestruzzo ! )
5-6 ) Fotografie ingrandite dove si vede chiaramente la variazione della linea di costa e l’assenza originaria del sentiero.



Clicca sulle immagini per vedere i dettagli della planimetria






martedì 2 marzo 2010

Trasparenza e pubblicità degli atti amminsitrativi

Pubblichiamo integralmente la sentenza TAR del 06/02/2010 ( Ricorso VAS ).

La pubblichiamo volentieri perché dalla stessa si possono trarre utili insegnamenti in relazione anche alle recenti polemiche sorte sulla trasparenza e “pubblicità” degli atti amministrativi in genere.

La sentenza in sintesi non entra nel merito
del ricorso ma dichiara lo stesso “irricevibile per tardività” in quanto proposto a termini di legge scaduti. Infatti il TAR rileva che: il progetto è stato presentato sulla stampa ( Secolo XIX del 15/8/2008 e Repubblica Regionale del 15/03/2008 ) la delibera ( ma non il progetto ) è stato esposto all’albo Pretorio dal 14/11/2008 al 29/11/2008.

Abbiamo recuperato gli articoli della stampa che riproduciamo. Sfidiamo chiunque a capire dagli stessi entità dell’intervento, impatto ambientale ecc, del progetto presentato. Rimane ed è incontrovertibile anche se non materialmente verificabile a posteriori, l’esposizione all’Albo Pretorio Comunale della delibera 08/11/2008 n. 181 del progetto dal 14/11/2008 al 29/11/2008 termine questo dal quale decorrono i termini per un eventuale ricorso.

Notiamo però:

*) il progetto è stato pubblicamente presentato in piazza BASTRERI a PORTOVENERE con diapositive e soprattutto pubblicizzazione dell’abbattimento dello Scheletrone in data 13 agosto 2009 da LEGA AMBIENTE e dal COMUNE.

*) Stefano Sarti Presidente Regionale di LEGA AMBIENTE ha ufficialmente dichiarato per iscritto che sino al 13/8/2009 non conosceva se non vagamente il progetto e che solo in tale occasione né è venuto a conoscenza completa e diretta.

*) In data 15/9/2009, il Comune di Portovenere indiceva prima riservata alle Associazioni poi pubblica un’assemblea nella Sala Consigliare del Comune nella quale veniva illustrato dai progettisti il progetto. In tale occasione tutte le Associazioni ambientaliste esprimevano pareri contrari.

*)Le “esposizioni” comunali dal 13/8/09 e del 16/9/2009 sono “ad abundantiam” e consapevoli che i termini per eventuali ricorsi erano ormai scaduti?

*)Sembra quindi che se un amministratore con quattro Consiglieri approva un progetto, espone all’Albo Pretorio la delibera ( ma non ovviamente il progetto ) dopo 60 giorni i giochi sono fatti.

Cittadini andate tutti i giorni a visitare gli Albi Pretori ed a chiedere gli atti amministrativi a costo di passare da “rompiballe”.


Ma a chi quindi il Sindaco di Portovenere ha illustrato nel 2008 il progetto?

LEGA AMBIENTE dichiara di esserne venuta a conoscenza solo nell’Agosto 2009 tutte le altre Associazioni ambientaliste nel Settembre 2009, tanto è vero che in tale data hanno richiesto copia del progetto e degli atti amministrativi connessi che sono serviti per il ricorso al TAR.

È così che si informa la cosiddetta Società Civile su un progetto che riguarda un sito UNESCO – SIC e Parco Regionale? ( e su questo ritorneremo perché ci sembra un chiaro caso di colpevole coincidenza fra controllore e controllato ).

Di fatto l’unica esposizione pubblica completa e dettagliata del progetto è stata quella di fronte ad un numeroso pubblico effettuata anche da noi il 06/10/2009 al CAMEC di LA SPEZIA. Prossima informativa sugli esposti alla Procura di VAS e ITALIA NOSTRA.

Purtroppo aspettando il responso del ricorso al Consiglio di Stato i lavori continuano
, pubblichiamo le ultime fotografie dello stato dei lavori affinchè ciascuno si possa fare un’idea di quella che per noi è un completo sconvolgimento della linea di costa dal Terrizzo al Carlo Alberto con particolare riferimento alla scogliera in mare e massicciate a terra che oltre a modificare senza ombra di dubbi ( aspettiamo smentite ) la linea di costa sembrano più a protezione di proprietà private che pubbliche.